In India ci sono 650 milioni di cellulari a fronte di una popolazione di 1 miliardo e 400 milioni di persone (anche se i numeri telefonici registrati sono molti di più, ma questo succede in tutti i paesi del mondo).

 

La preghiera ai tempi dello smartphone. Amritsar, Golden Temple. Foto Renzo Garrone

In ogni modo, 300 milioni di questi 650 milioni di cellulari sono smartphone, secondo una ricerca del 2017 di Counterpoint Research, società di consulenza specializzata in questo tipo di tecnologie.

Vedi: https://money.cnn.com/2017/09/26/technology/india-mobile-congress-market-numbers/index.html

 

Selfie di famiglia in Gujarat, al Rani Ki Vav, pozzo monumentale a gradini presso la cittadina di Patan. Foto Renzo Garrone

 L’India è il secondo mercato mondiale dopo la Cina. E questo significa – i produttori si fregano le mani – che un miliardo di indiani non possiede ancora uno smartphone, e che quindi il paese rappresenta un mercato fondamentale per il futuro. Anche se la mia esperienza è diversa (secondo me i cellulari che circolano sono molti di più) questi dati rivestono una certa importanza.

 

Grotte di Ellora, Maharashtra. Foto Renzo Garrone

 

Il cellulare ha cambiato la vita di noi tutti, nel mondo intero, ma ancora di più la vita degli abitanti delle campagne. Certo aiuta il lavoro, ma le inchieste dimostrano come venga usato soprattutto per passare il tempo, come antidoto contro la noia, per riempirsi la vita, per divertirsi, per stare in contatto coi propri cari.

 

Tamil Nadu, sosta ad un punto di ristoro sulla superstrada. Foto Renzo Garrone

 Il cellulare dotato di fotocamera, inoltre, ha democratizzato la fotografia. Oggi vi accedono tutti. A cascata, ovviamente, uno degli utilizzi più popolari è diventato il selfie. Ne parleremo ancora...

  

Comunicare con Nandi, popolare deità induista. Tempio shivaita di Bajnath, Himachal Pradesh. Foto Renzo Garrone

 

Stazione ferroviaria di Dadar, Mumbai. Foto Renzo Garrone